| Rosemary's Baby on @Morrisdimarco Instagram |
Titolo: Rosemary's baby
Autore Ira Levin
Prezzo di copertina € 16,50
Dati 2015, 253 p., brossura
Traduttore Attilio Veraldi
Editore Sur (collana BigSur)
Editore Sur (collana BigSur)
Trama: Rosemary aprì gli occhi e vide due occhi gialli, ardenti, avvertì odore di zolfo e di radice di tannis, sentì un alito umido sulle labbra, udì i grugniti di piacere e di desiderio e l'ansimare degli spettatori. Non è un sogno - pensò - sta succedendo veramente.
La gravidanza e la maternità, così come lo stesso sogno americano, sono i punti cardini di questo romanzo. Anziché portare avanti gli stereotipi largamente diffusi nell'America degli anni 70, Ira Levin ci offre uno spaccato decisamente fuori dalle righe. La borghesia come metafora satanica e la procreazione come distruzione di tutto ciò che la società rappresenta. Rosemary Woodhouse è una giovane donna di Omaha trapiantata nella Grande Mela insieme al marito Guy, un attorucolo squattrinato. Saranno proprio l'ingenuità della donna e l'avidità dell'uomo a renderli vittima di una fitta rete di intrighi e macchinazioni di una congrega di streghe sataniche che progetta l'ascesa dell'anticristo. Con una prosa incalzante e scorrevole l'autore ci accompagna nella discesa infernale e paranoica di Rosemary, sempre più sola e in balia di paure talmente reali da farle dubitare della stessa esistenza di una realtà positiva. Tra disquisizioni religiose e una non poi così tanto velata critica sociale, Rosemary's Baby si conferma un successo, una chicca della letteratura dell'orrore contemporanea. Ne approfitto per spendere due parole sulla casa editrice essendo il primo romanzo da loro pubblicato che acquisto. Ho trovato l'impaginazione, traduzione e grafica impeccabili, privi di errori tipografici e di facile maneggiamento restando comunque resistente.
Da questo romanzo sono stati tratti l'omonimo film di Roman Polanski (1968) e l'omonima miniserie di Agnieszka Holland (2014). Andrò controcorrente affermando che ho preferito decisamente la miniserie, in quanto il film non solo è datato (e quindi ancorato a certe scuole di pensiero cinematografico abbastanza obsolete e censuranti) ma anche fin troppo fedele al romanzo tanto che salvo alcune piccole variazioni risulta una trasposizione shot-by-shot, mentre ho trovato la miniserie decisamente più affine alle atmosfere disturbanti ed inquietanti del romanzo. I cambiamenti apportati, a cominciare dall'etnia della protagonista fino all'inserimento di più personaggi femminili e dinamiche notevolmente più sensuali e sinistre, a mio parere hanno reso la storia ancora più attuale e fruibile. Forse l'unica pecca è l'aver spostato l'ambientazione da New York, satanica città contemporanea, all'europea Parigi, anch'essa legata a leggende sinistre.
Ira Levin (1929-2007) è stato un romanziere e drammaturgo statunitense. Tra i suoi libri: Un bacio prima di morire, La donna perfetta, Questo giorno perfetto e di prossima pubblicazione per BigSUR I ragazzi venuti dal Brasile. Elogiato da scrittori come Chuck Palahniuk, Stephen King e Truman Capote, nella sua carriera letteraria ha vinto il Prometheus Award e, per tre volte, l'Edgard Allan Poe Award.

Commenti
Posta un commento