Come si può fare una domanda del genere ad un malato di telefilm? Poi m'è venuto il lampo di genio, perchè in realtà esiste una serie televisiva che racchiude la maggior parte, se non tutti, degli elementi indispensabili per attirare la mia attenzione: sovrannaturale, dialoghi freschi ed accattivanti (prestabili ad essere citati nel quotidiano), volti nuovi e normali, non roba patinata e pompata come ormai sono diventati i telefilm americani ed una buona dose d'ironia.
Tutto questo è rintracciabile in Buffy L'ammazzavampiri (Buffy the Vampire Slayer in originale), serie che m'ha accompagnato nella pre-adolescenza ed al quale sono molto affezionato.
Reboot di un movie flop, questo gioiellino nato dalla mente di Joss Whedon ha tutte le chiavi in regola per considerarsi predecessore degli attuali show, che siano o meno legati al sovrannaturale.
Protagonista è una giovane donna con un nome assurdo scelta come guerriera contro le forze del male. Forse prima di Buffy solo Xena poteva vantare d'aver riscattato la figura femminile, anche se Buffy ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. Non solo è portavoce di un femminismo sano, ma anche di tutte quelle minoranze etniche, di genere e di credo che ha rivoluzionato il modo di fare e di guardare i telefilm.
Proposto col format di un mostro alla settimana, lo show ha affrontato nei suoi sette anni di messa in onda diversi temi sociali quali il divorzio, l'omosessualità, il disagio giovanile, la crisi finanziaria, il sentirsi oppressi dalla società e tutte quelle turbe adolescenziali che in Buffy si incarnano letteralmente in mostri vomitati dalla Bocca dell'Inferno! Nell'arco delle sette stagioni tanti sono stati i personaggi che si sono evoluti, aggiunti o persi, dando vita anche ad uno spin-off che ne ha proseguito parallelamente l'universo ideato dagli autori, affettuosamente chiamato dal fandom Whedonverse o Buffyverse a seconda che sia legato alla sola serie o a tutti gli altri progetti di Whedon. Usando metafore originali Buffy TVS ha portato nel piccolo schermo una visione fresca e senza censure di elementi fino ad allora affrontati in modo superficiale.
Tutto questo è rintracciabile in Buffy L'ammazzavampiri (Buffy the Vampire Slayer in originale), serie che m'ha accompagnato nella pre-adolescenza ed al quale sono molto affezionato.
Reboot di un movie flop, questo gioiellino nato dalla mente di Joss Whedon ha tutte le chiavi in regola per considerarsi predecessore degli attuali show, che siano o meno legati al sovrannaturale.
Protagonista è una giovane donna con un nome assurdo scelta come guerriera contro le forze del male. Forse prima di Buffy solo Xena poteva vantare d'aver riscattato la figura femminile, anche se Buffy ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. Non solo è portavoce di un femminismo sano, ma anche di tutte quelle minoranze etniche, di genere e di credo che ha rivoluzionato il modo di fare e di guardare i telefilm.
Proposto col format di un mostro alla settimana, lo show ha affrontato nei suoi sette anni di messa in onda diversi temi sociali quali il divorzio, l'omosessualità, il disagio giovanile, la crisi finanziaria, il sentirsi oppressi dalla società e tutte quelle turbe adolescenziali che in Buffy si incarnano letteralmente in mostri vomitati dalla Bocca dell'Inferno! Nell'arco delle sette stagioni tanti sono stati i personaggi che si sono evoluti, aggiunti o persi, dando vita anche ad uno spin-off che ne ha proseguito parallelamente l'universo ideato dagli autori, affettuosamente chiamato dal fandom Whedonverse o Buffyverse a seconda che sia legato alla sola serie o a tutti gli altri progetti di Whedon. Usando metafore originali Buffy TVS ha portato nel piccolo schermo una visione fresca e senza censure di elementi fino ad allora affrontati in modo superficiale.


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