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Gatsby: sotto il riflettore

Premettendo che ero partito prevenuto nei confronti di questo film per via del fandom che sterminerei con un lanciafiamme, non mi ha deluso. Fedele quasi al 100% al romanzo, ho trovato azzeccati tutti gli interpreti. Nick è un tontolone e Tobey McGuire è perfetto con la sua aria imbambolata di chi non ha la più pallida idea di cosa gli succeda attorno, lo stesso dicasi per Carey Mulligan (che m'era già piaciuta in Shame), una perfetta incarnazione di Daisy, stupida oca bionda che puntualmente fa sbarellare il belloccio non si sa nè come nè perchè. Di Caprio è un James Gatsby azzeccatissimo, con una recitazione eccellente anche quando non ha battute (e detta da uno che non è un fan sfegatato vuol dire che è proprio bravo).
Mi è tuttavia dispiaciuta l'assenza della relazione tra Jordan e Nick e la quasi omessa infatuazione - anche a livello platonico se proprio vi da fastidio sapere che Nick se lo sarebbe fatto al caro biondino- di quest'ultimo verso l'arrivista. Ad un certo punto sono anche riuscito a provare empatia per Buchanan (magistralmente interpretato da Joel Edgerton) quando si rende conto che quella sgallettata di Daisy (si, io ODIO Daisy) se la fa con Gatz, salvo poi ricredermi ogni volta che sparava qualche commento razzista da bianco aristocratico americano. Io tutto questo amore per James non l'ho provato neppure leggendo il romanzo anni fa, sarà che le mie infatuazioni letterarie sono sempre per gli outsider e i bruttini e mai per i protagonisti pieni di soldi, fascino e quant'altro. Mi sanno di finto. E di fatto Gatsby non esiste, esiste James Gatz col suo sogno di diventare chissà chi e tutto per l'amore che prova per una sciacquetta che nella sua mente è la più meravigliosa delle creature del paradiso terrestre. Essendo digiuno di cinematografia non posso parlare di scenografia e colonna sonora se non come uno spettatore medio e posso ben dire che è stata realizzata molto bene, curatissima ma che non distoglie l'attenzione dalle scene e dai personaggi principali e il continuo rimando alla copertina del romanzo tramite il cartellone pubblicitario è stato qualcosa di epico. Quattro stelline se le merita proprio tutte!

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