I vampiri ci sono stati propinati in tutte le salse da che è uscito il fenomeno Twilight, sebbene i nerd ricorderanno benissimo il periodo in cui venivano derisi per essere fan sfegatati di Buffy L'Ammazzavampiri. Niente di nuovo sotto il sole. Anche perchè, visto l'argomento, stonerebbe. Marchiata HBO e firmata Allan Ball (noto soprattutto per essere autore della fortunata oltreoceano Six Feet Under), True Blood è una serie adulta che prende ispirazione dalla saga di romanzi scritta da Charlene Harris, Il Ciclo di Sookie Stakehouse (che detta così, vista la presenza di vampiri, può sembrare parecchio brutta) e sebbene ricalchi parecchio i vecchi stereotipi del genere come il triangolo amoroso, si discosta nettamente da altri romanzi come The Vampire Diaries e Twilight proprio perchè affronta temi in una chiave del tutto nuova: innanzitutto i vampiri sono usciti allo scoperto e chiedono pari diritti, ricalcando la falsariga della lotta per i diritti LGBT e questo è un punto a favore della serie; infatti non dobbiamo sorbirci le classiche scene con la protagonista a bocca aperta dopo aver scoperto che il suo baldo giovine tutto eccitato è in realtà morto da almeno qualche secolo; In secondo luogo non ci sono perbenismi da serie tv americane patinate, dove la protagonista è un esempio di virtù, c'è almeno un ballo scolastico/cittadino ogni due puntate e il gay che non può mancare (se è afroamericano ancora meglio, due piccioni con una fava) vive la sua condizione di omosessuale come fosse la più terribile delle sciagure, almeno per due stagioni. Ogni personaggio è caratterizzato a tutto tondo, che sia esso principale o secondario, e le sottotrame si sprecano. Non mancano le battute taglienti, i doppi sensi, come anche le frasi profonde dette spesso dai personaggi che meno pensavamo capaci di simili trovate, come ad esempio la svampita Arlene.
I più bigotti (e le ragazzine che credono che vampiro sia sinonimo di fidanzato bellissimo, perfetto, che le amerà fino alla loro morte...per mano sua) additeranno True Blood come un soft-porno (come se il sesso fosse qualcosa di sporco e cattivo, di cui non si deve parlare), viste le nutrite scene di nudo e violenza, ma è sempre di vampiri che stiamo parlando: loro uccidono, mutilano, stuprano e mangiano. Umani, ovviamente. Per scavalcare questo piccolo inconveniente, un'industria giapponese ha sintetizzato il sangue, vendendolo sul mercato affinché i vampiri possano sopravvivere senza uccidere. Tra succhiasangue, mutaforme, streghe e lupi mannari la vita di Sookie, giovane cameriera in grado di leggere nei pensieri delle persone, non sarà più la stessa. Tanti sono i riferimenti alla situazione politica, religiosa e morale dei nostri tempi, in un contesto che in fin dei conti è quello che più si avvicina alla realtà all'interno di un telefilm sovrannaturale.
I più bigotti (e le ragazzine che credono che vampiro sia sinonimo di fidanzato bellissimo, perfetto, che le amerà fino alla loro morte...per mano sua) additeranno True Blood come un soft-porno (come se il sesso fosse qualcosa di sporco e cattivo, di cui non si deve parlare), viste le nutrite scene di nudo e violenza, ma è sempre di vampiri che stiamo parlando: loro uccidono, mutilano, stuprano e mangiano. Umani, ovviamente. Per scavalcare questo piccolo inconveniente, un'industria giapponese ha sintetizzato il sangue, vendendolo sul mercato affinché i vampiri possano sopravvivere senza uccidere. Tra succhiasangue, mutaforme, streghe e lupi mannari la vita di Sookie, giovane cameriera in grado di leggere nei pensieri delle persone, non sarà più la stessa. Tanti sono i riferimenti alla situazione politica, religiosa e morale dei nostri tempi, in un contesto che in fin dei conti è quello che più si avvicina alla realtà all'interno di un telefilm sovrannaturale.


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