Uno di quei film da cui alla prima visione (avvenuta addirittura in prima superiore) non ero stato in grado di cogliere completamente i messaggi. Basato sul romanzo autobiografico Rocket Boys di Homer Hickam, tratta dell'adolescenza di quattro ragazzi outsider che vivono in una microscopica città chiusa nel passato e la cui fonte di sostentamento è una miniera di carbone. Ma il sogno di Homer (interpretato da Jake Gyllenhaal) è quello di fuggire da una vita destinata letteralmente sotto terra; lui vuole volare verso le stelle! A credere in lui i suoi amici, la madre e un'insegnante sopra le righe, malata terminale, che si fa beffe delle rigide regole di una scuola che forma futuri automi destinati alla miniera se maschi, a casa se femmine. Un film che racchiude in sé una critica al mondo genitoriale assente e al lavoro che rende automi gli operai, che insegna a proseguire i propri sogni ed ideali, a credere dapprima in se stessi e poi negli altri. Senza troppe pretese e accompagnato da un alternarsi di colori caldi e freddi a voler segnare il contrasto tra il desiderio che sembra prendere realtà nella piccola officina dei razzi e quello della miniera, viene presentato il sogno di Homer e tutti gli ostacoli che deve affrontare: primo tra tutti il padre, direttore dei lavori in miniera, che non appoggia nè comprende i sogni del figlio, ma che anzi lo vorrebbe a lavorare con sé.
Il titolo "October Sky" è un anagramma del titolo del romanzo, Rocket Boys.
Il titolo "October Sky" è un anagramma del titolo del romanzo, Rocket Boys.

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