Prendendo spunto dall'idea di Libridine per il suo canale, ho deciso anche io di partecipare al Tag "30 mesi di libri", ma in forma scritta, postando una volta al mese (si spera) il contributo.
La prima domanda del tag è quella sul libro preferito. Della serie, come mettere in crisi prima ancora di partire.
Ho riflettuto per diverso tempo su quale potesse vantare il podio come libro preferito in assoluto, poiché molti avevano caratteristiche sufficienti per rientrare totalmente nella categoria.
Scorrendo le coste dei volumi sugli scaffali mi sono messo a rileggere passi di quelli che più di tutti mi hanno segnato.
Poi i polpastrelli si sono soffermati sulla costa blu di questo meraviglioso libro che mi ha introdotto nel mondo di quella che è divenuta la mia autrice preferita, un'insegnante di vita. Sto parlando di "Scelti dalle Tenebre" di Anne Rice, secondo volume delle Cronache dei Vampiri. Per molto tempo il nome di questa autrice faceva capolino dagli scaffali delle librerie, con le strane copertine dell'edizione italiana che non sai mai se ti piacciono davvero oppure fai solo finta perchè quello che celano tra le pagine sono interi universi.
Non ricordo se mi decisi a leggere i romanzi prima o dopo la visione del film "Intervista col Vampiro", per certo ne avevo sentito parlare ma trovai solo questo una volta precipitatomi in libreria come mio solito, iniziandolo a leggere alla fermata dell'autobus. Sebbene non sia ufficialmente il primo capitolo della saga, può benissimo esserlo dal momento che racconta gli avvenimenti del primo romanzo dagli occhi di Lestat, che poi sarebbe diventato il vero protagonista della maggior parte dei romanzi delle Cronache e che da il nome anche a questo libro nella versione originale, The Vampire Lestat.
Figlio di un aristocratico decaduto, Lestat de Lioncourt è un giovane di bell'aspetto appassionato tanto di caccia quanto di letteratura. Quando, stanco della vita imposta dai fratelli maggiori e dal padre, fugge con l'amante Nicholas a Parigi per unirsi ad una compagnia di attori di teatro, ignora che una creatura delle tenebre è sulle sue tracce per farne uno della propria schiera. Iniziano così le prime avventure e l'educazione del Vampiro Lestat, che dalla Francia percorrerà tutta l'Europa fino al Nuovo Continente lasciandosi alle spalle una scia cremisi di cadaveri.
Non mi soffermerò a parlare della solita diatriba sul fenomeno dei vampiri che negli ultimi anni ha avuto una seconda o terza età dell'oro perchè Anne Rice non scrive solo di vampiri, anzi, se non fosse per qualche rimando alla nutrizione dei personaggi o a qualche accenno alla luce del sole si potrebbe benissimo dimenticare strada facendo che stiamo leggendo di succhiasangue. Ognuno dei personaggi ha una precisa caratteristica che lo spinge di volta in volta, un romanzo dopo l'altro, a fare i conti coi grandi interrogativi dell'esistenza.
Quello che m'ha fatto innamorare di questo libro sono le descrizioni di cui la Rice è una vera maestra, che come un'abile tessitrice è in grado di filare arazzi sul quale vengono raccontate le vicende dei personaggi caratterizzati in un universo con delle regole così minuziose da non avere nulla da invidiare al mondo reale.
Dopo i dettami di Bram Stoker, l'autore di Dracula, sulle facoltà e le deficienze dei signori della notte, è stata proprio la Rice ad affinarne scrupolosamente i dettagli, dando vita all'idea di vampiro che tutt'oggi abbiamo nel nostro immaginario. Con grande maestria quest'autrice ha creato un universo perfetto, dove nulla è lasciato al caso, come si può vedere man mano che la saga si avvicina al suo termine.
Nello specifico questo libro è una vera e propria introduzione a quello che sarà la voce narrante di tutta la storia, tratteggiandone la psicologia attraverso le interazioni con l'ambiente che lo circonda, tramite le relazioni interpersonali con vivi e non, inserendo il tutto in un contesto storico frutto di approfondite ricerche.
Non solo in questo libro assistiamo all'iniziazione di Lestat come vampiro, ma veniamo anche a contatto con figure che saranno poi riprese nei libri successivi, intrecciando storie d'amore, congiure, intrighi, splendidi discorsi filosofici sui grandi temi che da sempre affliggono l'essere umano.
Un libro che ha completamente trovato posto nel mio cuore, così come il suo cantastorie, il principino viziato o Brat Prince nell'originale, col quale non mi dispiacerebbe affatto scambiarmi di posto o col quale poter condividere la vista del Quartiere Francese in una notte di luna crescente o di sferzare il cielo per passeggiare tra le dune egiziane, dove tutto ha avuto inizio...
La prima domanda del tag è quella sul libro preferito. Della serie, come mettere in crisi prima ancora di partire.
Ho riflettuto per diverso tempo su quale potesse vantare il podio come libro preferito in assoluto, poiché molti avevano caratteristiche sufficienti per rientrare totalmente nella categoria.
Scorrendo le coste dei volumi sugli scaffali mi sono messo a rileggere passi di quelli che più di tutti mi hanno segnato.
Poi i polpastrelli si sono soffermati sulla costa blu di questo meraviglioso libro che mi ha introdotto nel mondo di quella che è divenuta la mia autrice preferita, un'insegnante di vita. Sto parlando di "Scelti dalle Tenebre" di Anne Rice, secondo volume delle Cronache dei Vampiri. Per molto tempo il nome di questa autrice faceva capolino dagli scaffali delle librerie, con le strane copertine dell'edizione italiana che non sai mai se ti piacciono davvero oppure fai solo finta perchè quello che celano tra le pagine sono interi universi.
Non ricordo se mi decisi a leggere i romanzi prima o dopo la visione del film "Intervista col Vampiro", per certo ne avevo sentito parlare ma trovai solo questo una volta precipitatomi in libreria come mio solito, iniziandolo a leggere alla fermata dell'autobus. Sebbene non sia ufficialmente il primo capitolo della saga, può benissimo esserlo dal momento che racconta gli avvenimenti del primo romanzo dagli occhi di Lestat, che poi sarebbe diventato il vero protagonista della maggior parte dei romanzi delle Cronache e che da il nome anche a questo libro nella versione originale, The Vampire Lestat.
Figlio di un aristocratico decaduto, Lestat de Lioncourt è un giovane di bell'aspetto appassionato tanto di caccia quanto di letteratura. Quando, stanco della vita imposta dai fratelli maggiori e dal padre, fugge con l'amante Nicholas a Parigi per unirsi ad una compagnia di attori di teatro, ignora che una creatura delle tenebre è sulle sue tracce per farne uno della propria schiera. Iniziano così le prime avventure e l'educazione del Vampiro Lestat, che dalla Francia percorrerà tutta l'Europa fino al Nuovo Continente lasciandosi alle spalle una scia cremisi di cadaveri.
Non mi soffermerò a parlare della solita diatriba sul fenomeno dei vampiri che negli ultimi anni ha avuto una seconda o terza età dell'oro perchè Anne Rice non scrive solo di vampiri, anzi, se non fosse per qualche rimando alla nutrizione dei personaggi o a qualche accenno alla luce del sole si potrebbe benissimo dimenticare strada facendo che stiamo leggendo di succhiasangue. Ognuno dei personaggi ha una precisa caratteristica che lo spinge di volta in volta, un romanzo dopo l'altro, a fare i conti coi grandi interrogativi dell'esistenza.
Quello che m'ha fatto innamorare di questo libro sono le descrizioni di cui la Rice è una vera maestra, che come un'abile tessitrice è in grado di filare arazzi sul quale vengono raccontate le vicende dei personaggi caratterizzati in un universo con delle regole così minuziose da non avere nulla da invidiare al mondo reale.
Dopo i dettami di Bram Stoker, l'autore di Dracula, sulle facoltà e le deficienze dei signori della notte, è stata proprio la Rice ad affinarne scrupolosamente i dettagli, dando vita all'idea di vampiro che tutt'oggi abbiamo nel nostro immaginario. Con grande maestria quest'autrice ha creato un universo perfetto, dove nulla è lasciato al caso, come si può vedere man mano che la saga si avvicina al suo termine.
Nello specifico questo libro è una vera e propria introduzione a quello che sarà la voce narrante di tutta la storia, tratteggiandone la psicologia attraverso le interazioni con l'ambiente che lo circonda, tramite le relazioni interpersonali con vivi e non, inserendo il tutto in un contesto storico frutto di approfondite ricerche.
Non solo in questo libro assistiamo all'iniziazione di Lestat come vampiro, ma veniamo anche a contatto con figure che saranno poi riprese nei libri successivi, intrecciando storie d'amore, congiure, intrighi, splendidi discorsi filosofici sui grandi temi che da sempre affliggono l'essere umano.
Un libro che ha completamente trovato posto nel mio cuore, così come il suo cantastorie, il principino viziato o Brat Prince nell'originale, col quale non mi dispiacerebbe affatto scambiarmi di posto o col quale poter condividere la vista del Quartiere Francese in una notte di luna crescente o di sferzare il cielo per passeggiare tra le dune egiziane, dove tutto ha avuto inizio...

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