Anche per questa stagione, come per la precedente, la campagna pubblicitaria è stata imbattibile. Con scadenza settimanale siamo stati bersagliati di teasers raccapriccianti che rendevano l'attesa della premier un vero e proprio bisogno fisiologico. Nonostante fosse stato anticipato dagli stessi Murphy e Falchuk che la terza stagione dell'ormai pluriacclamato American Horror Story avrebbe avuto tinte decisamente meno horror rispetto alla seconda stagione (che in quanto ad efferatezza è sul trono, mentre per trama a mio parere la prima stagione resta imbattibile!), non credevo che sarebbe stata COSI POCO horror! Con la premessa di un tema affascinante come la Stregoneria e l'ambientazione in una delle città più magiche del mondo come New Orleans (per fortuna Salem l'hanno solo citata, ma ne parleremo a breve...) si sarebbe potuto fare molto, ma molto di più! Partiamo dall'inizio. Al giorno d'oggi le streghe rischiano l'estinzione dal momento che le antiche famiglie spesso hanno fatto la scelta di non riprodursi.
Già qui troviamo il primo intoppo: la stregoneria come una sorta di mutazione genetica, tra l'altro esclusivamente femminile. Per sopravvivere le giovani streghe vengono inviate in un istituto noto comeMiss Roubicoux Accademy For Exceprionals Young Ladies, presso cui trovare protezione ed istruzioni su come sviluppare i propri poteri, anche se più che una scuola si potrebbe definirla un albergo, dal momento che non una singola lezione di stregoneria è stata impartita alle giovani streghe. Esattamente come la scuola per mutanti del Dr.X in X-Man. Ed esattamente come per gli X-man sono stati strutturati anche i poteri delle streghe; si è scelto quindi, salvo rari casi, di giocare il tutto sull'effetto speciale di telecinesi, pirocinesi e tutto l'armamentario da telefilm fantasy che avevamo già visto in Charmed (da noi "Streghe"). Tutta la storia ci viene presentata con gli occhi della giovane Zoe Benson (Taissa Farmiga, tornata nel cast dopo aver ricoperto il ruolo di Violet nella Prima Stagione) che condotta alle soglie del collegio da un'eccentrica strega interpretata dalla magnifica Frances Conroy (già Moira O'Hara e Shachath) viene messa già alla prova dalle sue nuove compagne: l'attricetta di Hollywood tutta patinata e superficiale Madison (Emma Roberts), la sarcastica ragazza di colore Queenie (Gaboudrie Sidibhe) e la dolce Nan (Jaime Brewer), già vista nei panni di Adelaide nella prima stagione. Le giovani streghe sono sotto la tutela di Cordelia Foxx (Sarah Paulson) figlia dell'in carica Strega Suprema Fiona Good, interpretata nientepopodimeno che da Jessica Lange! Nell'arco degli episodi si scopre che le streghe sono in opposizione sia alle praticanti del voodoo, guidati dalla potente Marie Laveau, basata sul reale personaggio storico di New Orleans, interpretata magnificamente da Angela Bassett, sia ai cacciatori di streghe che vogliono sterminarle completamente, se non fosse che ci pensano già tra loro! In tredici episodi, le streghe danno prova di quanto il potere possa essere seduttivo e portare anche il più insospettabile ad atroci delitti pur di ottenere il trono di Suprema. Si, perchè il filo conduttore dell'intero arco narrativo, è trovare la successiva Suprema. A dispetto di quanti la idolatrano, io ho trovato Jessica Lange estremamente ripetitiva. Se Constance, il personaggio che interpretava in Murder House, era diventata suora in Asylum, qui si diletta in Stregoneria vestita da testa a piedi di Chanel. I suoi personaggi sono sempre identici: una narcisistica stronza che si rivela avere, a modo suo, sentimenti umani. Stesso dicasi per colui che fa bagnare le più sceme dei fandom, Evan Peters, che in questa stagione ha fatto dell'inutilità il suo cavallo di battaglia.
Si riconfermano invece degne di tutto rispetto la sacra tripletta Paulson-Conroy-Rabe che, non solo si rinnovano di anno in anno in personaggi sempre profondi ed interessanti, ma conferiscono credibilità all'intero arco narrativo! Il problema fondamentale di questa stagione è stato il perdersi per strada e non sapersi giocare saggiamente i personaggi: con un serial killer basato su un personaggio storico come Madame LaLaurie (Kathy Bates in tutto il suo macabro splendore!), l'arcano e oscuro fascino di vudù e stregoneria e il logoramento causato dalla bramosia di sopravvivenza si poteva produrre una serie non solo pari alle precedenti, ma così terrificante da far sembrare al confronto i fantasmi della prima ed i sadici psicopatici della seconda dei lattanti! Invece, come da classico prodotto televisivo qual'è, i produttori hanno deciso di basare il tutto sull'incasso e quindi hanno dato al fandom quello che volevano: Evan Peters e scene da dieci minuti a episodio senza capo né coda di Jessica Lange. Poche cose si salvano di questa stagione: costumi, ambientazioni (salvo l'eccessivo bianco e vuoto dell'accademia, ma forse è solo il mio profondo timore del bianco) e colonna sonora, quasi completamente basata sulle hit di Stevie Nicks, che ora tutti i teenagers hipsters (in quanto pecoroni delle mode, non veri hipsters come li intendeva Kerouac) avranno nelle loro tracce musicali oltre ovviamente a quelli che per un po' ci faranno lacrimare gli occhi con le loro oscene foto in cui si credono parte della congrega delle streghe... Per concludere quest'articolo già troppo lungo, confidiamo nella quarta stagione anche se a quanto dichiarato, forse, terrà gli stessi toni da teen-drama di questa (ma Murphy non poteva lasciarli confinati in Glee certi cliché?)
Già qui troviamo il primo intoppo: la stregoneria come una sorta di mutazione genetica, tra l'altro esclusivamente femminile. Per sopravvivere le giovani streghe vengono inviate in un istituto noto comeMiss Roubicoux Accademy For Exceprionals Young Ladies, presso cui trovare protezione ed istruzioni su come sviluppare i propri poteri, anche se più che una scuola si potrebbe definirla un albergo, dal momento che non una singola lezione di stregoneria è stata impartita alle giovani streghe. Esattamente come la scuola per mutanti del Dr.X in X-Man. Ed esattamente come per gli X-man sono stati strutturati anche i poteri delle streghe; si è scelto quindi, salvo rari casi, di giocare il tutto sull'effetto speciale di telecinesi, pirocinesi e tutto l'armamentario da telefilm fantasy che avevamo già visto in Charmed (da noi "Streghe"). Tutta la storia ci viene presentata con gli occhi della giovane Zoe Benson (Taissa Farmiga, tornata nel cast dopo aver ricoperto il ruolo di Violet nella Prima Stagione) che condotta alle soglie del collegio da un'eccentrica strega interpretata dalla magnifica Frances Conroy (già Moira O'Hara e Shachath) viene messa già alla prova dalle sue nuove compagne: l'attricetta di Hollywood tutta patinata e superficiale Madison (Emma Roberts), la sarcastica ragazza di colore Queenie (Gaboudrie Sidibhe) e la dolce Nan (Jaime Brewer), già vista nei panni di Adelaide nella prima stagione. Le giovani streghe sono sotto la tutela di Cordelia Foxx (Sarah Paulson) figlia dell'in carica Strega Suprema Fiona Good, interpretata nientepopodimeno che da Jessica Lange! Nell'arco degli episodi si scopre che le streghe sono in opposizione sia alle praticanti del voodoo, guidati dalla potente Marie Laveau, basata sul reale personaggio storico di New Orleans, interpretata magnificamente da Angela Bassett, sia ai cacciatori di streghe che vogliono sterminarle completamente, se non fosse che ci pensano già tra loro! In tredici episodi, le streghe danno prova di quanto il potere possa essere seduttivo e portare anche il più insospettabile ad atroci delitti pur di ottenere il trono di Suprema. Si, perchè il filo conduttore dell'intero arco narrativo, è trovare la successiva Suprema. A dispetto di quanti la idolatrano, io ho trovato Jessica Lange estremamente ripetitiva. Se Constance, il personaggio che interpretava in Murder House, era diventata suora in Asylum, qui si diletta in Stregoneria vestita da testa a piedi di Chanel. I suoi personaggi sono sempre identici: una narcisistica stronza che si rivela avere, a modo suo, sentimenti umani. Stesso dicasi per colui che fa bagnare le più sceme dei fandom, Evan Peters, che in questa stagione ha fatto dell'inutilità il suo cavallo di battaglia.
Si riconfermano invece degne di tutto rispetto la sacra tripletta Paulson-Conroy-Rabe che, non solo si rinnovano di anno in anno in personaggi sempre profondi ed interessanti, ma conferiscono credibilità all'intero arco narrativo! Il problema fondamentale di questa stagione è stato il perdersi per strada e non sapersi giocare saggiamente i personaggi: con un serial killer basato su un personaggio storico come Madame LaLaurie (Kathy Bates in tutto il suo macabro splendore!), l'arcano e oscuro fascino di vudù e stregoneria e il logoramento causato dalla bramosia di sopravvivenza si poteva produrre una serie non solo pari alle precedenti, ma così terrificante da far sembrare al confronto i fantasmi della prima ed i sadici psicopatici della seconda dei lattanti! Invece, come da classico prodotto televisivo qual'è, i produttori hanno deciso di basare il tutto sull'incasso e quindi hanno dato al fandom quello che volevano: Evan Peters e scene da dieci minuti a episodio senza capo né coda di Jessica Lange. Poche cose si salvano di questa stagione: costumi, ambientazioni (salvo l'eccessivo bianco e vuoto dell'accademia, ma forse è solo il mio profondo timore del bianco) e colonna sonora, quasi completamente basata sulle hit di Stevie Nicks, che ora tutti i teenagers hipsters (in quanto pecoroni delle mode, non veri hipsters come li intendeva Kerouac) avranno nelle loro tracce musicali oltre ovviamente a quelli che per un po' ci faranno lacrimare gli occhi con le loro oscene foto in cui si credono parte della congrega delle streghe... Per concludere quest'articolo già troppo lungo, confidiamo nella quarta stagione anche se a quanto dichiarato, forse, terrà gli stessi toni da teen-drama di questa (ma Murphy non poteva lasciarli confinati in Glee certi cliché?)



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