Terzo appuntamento con il tag proposto da Libridine73. Molti sono i personaggi che ho apprezzato e amato nel corso delle mie letture. Dal momento che ho parlato già nei precedenti post della saga di Anne Rice, spunterò i personaggi nati dalla penna della Regina del Gotico.
Difficile, quindi, trovare tra i tanti scalpitanti per il podio di "preferito" un solo vincitore, perchè per ogni libro letto c'è un personaggio che è rimasto in qualche modo impresso nella mia mente.
Sicuramente uno che di getto mi viene in mente è Annie Wilkes, co-protagonista del best seller di Stephen King "Misery". Un perfetto esempio di Angelo della Morte Ospedaliero, personaggio inquietante ed al tempo stesso con tanto da dire. Descritta come un donnone tutto d'un pezzo e posta in relazione con un idolo tribale delle popolazioni indigene della giungla, è l'apoteosi della pazzia. Annie rappresenta tutto quello che la malvagità può causare perchè Annie per me non è un elemento negativo e malvagio, quanto più una vittima utilizzata come mezzo per compiere azioni terribili. Poco si scopre del suo passato tramite ritagli di giornale che Paul Sheldon, suo prigioniero scova in un vecchio album di foto, come a voler presentare una sorta di bisogno della donna nel riconoscersi in qualcosa. Annie è diversa dal resto dei suoi concittadini, vive da reclusa in una fattoria fuori mano ed ha solo se stessa come compagnia. Chi, in simili situazioni, non sarebbe uscito di testa nel veder uccidere la sua sola e unica amica, personaggio preferito della sua saga preferita?
Smorzando un po' i toni, evitando così di farvi scappare a gambe levate, vi propongo un altro personaggio non propriamente felice ma che almeno non rientra nei fascicoli degli assassini seriali (accidenti potevo citarvi Dexter!). Sto parlando di Augusten Burroughs, alter ego dell'omonimo scrittore e protagonista de "Correndo con le forbici in mano". Augusten è un ragazzo che vive in un mondo tutto suo, lontano dalla realtà più sconclusionata e caotica del Paese delle Meraviglie. Fin dalla preadolescenza entra in contatto con realtà da cui dovrebbe essere tutelato. Sprovvisto di figure genitoriali è lasciato a se stesso contro il mondo. Solo nel suo viaggio chiamato "vita" prontamente farà sempre la scelta sbagliata fino ad arrivare all'estremo: lasciar perdere tutto. Perché non ha senso sforzarsi di compiacere chi non ci degna di uno sguardo. E così Augusten scappa, fugge verso il sogno, la terra promessa dove finalmente potrà mostrare quanto vale, agli altri ma ancor di più, a se stesso.
Difficile, quindi, trovare tra i tanti scalpitanti per il podio di "preferito" un solo vincitore, perchè per ogni libro letto c'è un personaggio che è rimasto in qualche modo impresso nella mia mente.
Sicuramente uno che di getto mi viene in mente è Annie Wilkes, co-protagonista del best seller di Stephen King "Misery". Un perfetto esempio di Angelo della Morte Ospedaliero, personaggio inquietante ed al tempo stesso con tanto da dire. Descritta come un donnone tutto d'un pezzo e posta in relazione con un idolo tribale delle popolazioni indigene della giungla, è l'apoteosi della pazzia. Annie rappresenta tutto quello che la malvagità può causare perchè Annie per me non è un elemento negativo e malvagio, quanto più una vittima utilizzata come mezzo per compiere azioni terribili. Poco si scopre del suo passato tramite ritagli di giornale che Paul Sheldon, suo prigioniero scova in un vecchio album di foto, come a voler presentare una sorta di bisogno della donna nel riconoscersi in qualcosa. Annie è diversa dal resto dei suoi concittadini, vive da reclusa in una fattoria fuori mano ed ha solo se stessa come compagnia. Chi, in simili situazioni, non sarebbe uscito di testa nel veder uccidere la sua sola e unica amica, personaggio preferito della sua saga preferita?
Smorzando un po' i toni, evitando così di farvi scappare a gambe levate, vi propongo un altro personaggio non propriamente felice ma che almeno non rientra nei fascicoli degli assassini seriali (accidenti potevo citarvi Dexter!). Sto parlando di Augusten Burroughs, alter ego dell'omonimo scrittore e protagonista de "Correndo con le forbici in mano". Augusten è un ragazzo che vive in un mondo tutto suo, lontano dalla realtà più sconclusionata e caotica del Paese delle Meraviglie. Fin dalla preadolescenza entra in contatto con realtà da cui dovrebbe essere tutelato. Sprovvisto di figure genitoriali è lasciato a se stesso contro il mondo. Solo nel suo viaggio chiamato "vita" prontamente farà sempre la scelta sbagliata fino ad arrivare all'estremo: lasciar perdere tutto. Perché non ha senso sforzarsi di compiacere chi non ci degna di uno sguardo. E così Augusten scappa, fugge verso il sogno, la terra promessa dove finalmente potrà mostrare quanto vale, agli altri ma ancor di più, a se stesso.


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