Dopo la webserie
Hunting Season è tempo di passare su reti private di un certo calibro, come la HBO. E' proprio questa rete che ha dato alla luce la nuova serie tv completamente a tematica LGBT (come aveva fatto in passato la "rivale" Showtime con Queer as Folk), ridefinendo però il concetto stesso di serie "gay". La serie ideata da Michael Lannan, infatti, non pone al centro del suo show dei cliché come il coming out, la personale accettazione o la ricerca di una propria individualità. Altra novità è la durata dei singoli episodi, che s'aggira attorno ai trenta minuti per un totale di otto episodi, rischiando quindi di non avere sufficientemente tempo per sviluppare i personaggi.
Personalmente ho trovato questo telefilm completamente riuscito, specialmente per essere una produzione americana che spesso e volentieri cade nel solito cliché glamour irrealistico. Ogni episodio si concentra su un particolare tema, mostrandoci le varie sfaccettature dei personaggi, in primis Patrick, interpretato Jonathan Groff, che potremo quasi definire protagonista ufficiale in quanto maggiormente analizzato nel corso della stagione.
Otto episodi, però, son troppo pochi e non c'è stato sufficiente tempo per sviluppare né personaggi né una trama più approfondita, lasciando spazio praticamente solo al triangolo che s'è venuto a formare tra Patrick-Kevin-Richie. Confido in una prossima stagione in cui sarà dato maggior spazio a Dom e Dorris, che seppur mostrati per brevi istanti, ho trovato sinceramente più interessante di Augustin e, a volte, anche di Patrick...
trailer prima stagione
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