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British vs American: quando le serie tv hanno una doppia vita

Accade spesso che uno show abbia talmente successo da produrre dei remake, si veda il fenomeno Charlie's Angels che ha avuto ben due film per il grande schermo ed un reboot televisivo. O la fortunatissima serie british Doctor Who, che dopo un ventennio di serie "classica" ci continua a deliziare con un mitico reboot, quasi a voler testimoniare che non sempre i remake sono mere trovate commerciali.
Accade però anche il contrario, ovvero un buon materiale non trova subito il giusto slancio ed è nel remake che trova finalmente la sua giusta collocazione per motivi più disparati. Ecco alcuni esempi:


QUEER AS FOLK:  è una serie televisiva britannica trasmessa dal 1999 al 2000 e composta complessivamente da dieci episodi. La serie è stata riproposta in un remake statunitense dal 2000 entrambe dirette e sceneggiate da Russell T.Davies. Il motivo che portò ad un remake oltreoceano furono le aperte critiche che la serie originale riscontrò da alcuni enti che mal tolleravano le tematiche affrontate con estremo realismo. Fu quindi una necessità quella di ricorrere ad una rete privata come la Showtime, che poteva permettersi (a differenza di Channel 4) di mandare in onda show per adulti con più sicurezza. Sostanzialmente la versione americana è un'estensione dell'originale in quanto i primi episodi della serie ricalcano quasi fedelmente quelli della serie madre, diventando poi nettamente più famosa anche grazie alla bravura e al fascino degli attori protagonisti.


SHAMELESS: un altro esempio di riuscita totale di un remake americano è dato dallo show "Shameless" che, letteralmente "senza vergogna", mostra la quotidianità disagiata di una famiglia come se ne vedono poche nel piccolo schermo ma molte nella realtà. La versione statunitense, come avvenne per Queer as Folk, ricalca quasi fedelmente la serie madre ma con un piglio più drammatico e con un cast nettamente più fascinoso, mossa di marketing completamente atta ad accaparrarsi un target più largo di spettatori. Unica nota negativa della serie originale (che è durata ben undici stagioni) è lo scarso livello tecnico delle riprese e delle ambientazioni, che appaiono almeno nelle prime stagioni, abbastanza amatoriali.

Ma se fino ad ora abbiamo visto degli esempi riusciti di remake, ora ci soffermeremo ad analizzare due flop colossali, dei quali praticamente non c'era affatto bisogno.

SKINS: è un po' come sparare sulla croce rossa. Il web è pieno di articoli, video e immagini che in modo quasi chirurgico analizzano le differenze e le (totalmente assenti) somiglianze tra i due show. Qui un immagine del cast a confronto. La versione americana è completamente edulcorata e volutamente ha estromesso due dei temi che portarono al successo la serie madre: i disturbi alimentari e l'omosessualità di alcuni dei protagonisti principali. Se Cassie nella versione originale era una ragazza affetta da anoressia, nella versione made in USA è semplicemente attratta dai coltelli (e non in senso autolesionistico) ed è maniaca dell'ordine (quasi quanto la sua controparte britannica). Ma ad aver fatto infuriare il fandom è stato il distruggere la figura di Maxxie, il biondino gay col sogno di entrare nel mondo dello spettacolo e con un feeling per Tony, che viene mantenuto nella versione americana trasformando però Maxxie in una ragazza che fa la cheerleader nella scuola frequentata dai protagonisti. Tanti sarebbero gli argomenti da affrontare su questo remake che è durato solo una stagione televisiva, ma come detto in precedenza, il web gronda di succosi articoli specifici.


BEING HUMAN:  la trama è originale: un vampiro, un licantropo ed un fantasma che si ritrovano a condividere l'appartamento. Il cast è fenomenale: Aidan Turner, Lenora Crichlow e Russell Tovey. Perchè farne un remake nonostante la serie madre sia ancora in onda? Semplice. Per soldi, nessun altro motivo. La versione americana di Being Human ha nettamente diviso il fandom tra chi lo odia e chi lo ama. La maggior parte di coloro che lo ama non ha mai visto la serie originale, solitamente per via degli effetti speciali non esattamente all'ultimo livello di tecnologia ma sicuramente molto più realistici e macabri (basti pensare alle mutazioni di George in uomo-lupo...) Dopo quattro stagioni che hanno preso una piega diversa nella narrazione, anche il remake è giunto alla sua prematura cancellazione da parte della rete.

Un ultimo sguardo lo diamo a due show di cui uno è appena iniziato, l'altro è in arrivo. Stiamo parlando di Sirens e Broadchurch.

SIRENS: narra le vicende di tre paramedici che sono anche amici dimessi i panni del lavoro. In questo caso sarebbe prematuro dare un giudizio, ma è stato prematuro anche mandare in onda un remake di una serie andata in onda nel 2011. Per ora la serie conserva lo stesso humor della versione originale, anche se alcuni ruoli sono stati invertiti o mischiati .


L'altra serie di cui voglio parlarvi è Broadchurch, andata in onda la scorsa primavera sulla BBC e con protagonista David Tennant, noto ai più come il Decimo Dottore in Doctor Who, nei panni di Alec Hardy, un investigatore richiamato in servizio dopo un disastroso caso che ha rischiato di rovinargli la carriera. Nel 2014 vedremo quindi andare in onda sia la seconda stagione di Broadchurch che la sua controparte americana, dal titolo Gracepoint. Curiosamente Tennant ricoprirà lo stesso ruolo anche nel remake, sebbene con un nome diverso. Il cast americano fa pensare ad un buon prodotto, ma quello che fa storcere il naso è l'urgenza di un remake con la serie originale ancora in corso...

Qui trovate una lista con tutti i programmi inglesi da cui sono stati fatti adattamenti o remake americani.

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